La contrada della CroceLe abitazioni di questa contrada sono allineate sui due lati della strada nord-sud, sulla quale si affacciano con portoni ad arco o con cancelli sostenuti sempre da pilastri in pietra bianca, con paracarri a semisfera di pietra alla base degli stipiti per la protezione dei mozzi delle ruote di carri e carrozze. Dall'ingresso, spesso sotto un androne, si accede al cortile interno, con le costruzioni sui due lati: a monte, stanze al piano terra con portico, scala che porta alla loggia del piano superiore, orientate sempre a mezzogiorno, sull'altro lato le zone di servizio; a occidente, l’uscita sul brolo o sull'orto, con il vaso dell'Acquafredda che forniva acqua per irrigare i terreni e per le fontane dentro alcuni cortili. Le case più articolate avevano costruzioni che chiudevano la corte sui quattro lati. I cortili sul lato orientale della contrada sono più aperti e spaziosi, erano destinati soprattutto alle attività agricole, ospitavano molte famiglie di contadini, avevano porticati per attrezzi, stalle e fienili; il nucleo intorno alla chiesetta è di nuovo più signorile, con case padronali conservate nella loro silenziosa, sobria architettura. Gli interventi effettuati su alcuni edifici probabilmente agli inizi di questo secolo e la destinazione a caserma dei "löc" più grandi hanno spesso portato manomissioni che impediscono la lettura dei segni più antichi. Alla fine della contrada, a sud, sulla attuale via Galli un tempo detta dell’Acquafredda, le architetture più interessanti del passato sono una bella casa padronale e qualche edificio rustico ben conservato circondati per secoli solo da prati, broli e frutteti. Le mappe napoleniche del 1810 Le mappe austriache del 1844 |
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