Gussago, 21 maggio 2012

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Casotto e le cascine

Verso il Casotto
Mentre il borgo di Sale ha conservato il suo aspetto storico, e si auspica che anche in futuro permanga questa attenzione ai beni che sono la fisionomia del passato delle nostre comunità, nella zona del Casotto non sono più leggibili le strutture di due cascine di antica data, in una delle quali fu ritrovato l'affresco della fine del XV secolo. Nella stessa zona, tuttavia, si è mantenuta la cascina con stalle dal volto a vela, sostenute da colonne in pietra e capitelli, grande aia centrale e struttura abitativa sul lato a monte; così come si vedono ancora la bella torre colombaia di una cascina vicina e resti di un edificio contadino analogo.
All’intorno, le costruzioni di questi anni non ci impediscono di immaginare i terreni della Ceresa, del Sonaglio, della Breda di S. Michele, delle Pianette, dei Sorzini, della Breda mala, del Prato lungo, della Pirla, della Madasca...

Le cascine
Molte delle storiche cascine della bella pianura sono ancora ben visibili nella loro struttura a corte chiusa sui quattro lati, con ingresso sul lato occidentale o orientale, lunga sequenza di stanze aperte sul portico volto sempre a mezzogiorno da un lato, ampio cortile al centro, altra sequenza di edifici di servizio sull’altro, con stalle, fienili, porcilaie, granai, spesso con la colombera più alta al centro, pozzo, forno, porticati per carri e attrezzi, recinti, orto e qualche corso d'acqua nelle vicinanze. Alcune sono ancora usate per le attività agricole13, ben conservate nonostante i necessari cambiamenti, i mezzi ed i sistemi di coltivazione moderni (la Stacca, il Colombaro, il Fenil nuovo, la Mariola, il Massino, il Casotto Chiappini e una parte del Bosco e del Barco); altre sono diventate esclusivamente residenza (il Bosco, la Colombara della Mandolossa, le Brede), mantenendo comunque la loro tipologia.
Ognuna di queste cascine richiederebbe uno studio o almeno un capitolo a sé, data la ricchezza di elementi architettonici da studiare e le documentazioni assai interessanti cui accedere: ma nulla impedisce, che l'argomento sia ripreso, magari da giovani studiosi, in prossime ricerche.

Le mappe napoleoniche del 1810
Negli anni in cui furono stese le mappe napoleoniche la situazione era fluttuante, molte case e terreni subirono diversi passaggi: alcuni nobili sparivano dalla scena, altri personaggi emergevano, altri ancora aspettavano riconoscimenti dal nuovo potere.
• I Bona vendettero parecchi terreni al Signor Beccalossi, proprietario di case e terreni dal 1808 dei Quistini.
• I beni Sala passarono alle figlie Eleonora, Lucrezia, Teodora, Camilla, e ai loro mariti, un Borgondio, un Venturelli.
• I beni di Camillo Sala passarono al Beccalossi, poi alla vedova ed infine ai Casari.
• Angelica Cinaglia, che era diventata proprietaria del Castello di Sale, era sorella di Sara coniugata Averoldi.
• I Piazzoni, imparentatisi con i Valotti, avevano molte proprietà e cascine soprattutto nella zona di Villa, dove tenevano anche la casa di villeggiatura.
Le grandi case coloniche erano abitate dai contadini; molte piccole strutture a quelle addossate erano grandi porticati con fienili per i malghesi stagionali. Le zone a tratteggio indicano orti e broli, i rombi un giardino.

La mappa austriaca del 1844
Al Casotto le due cascine lungo l’antico percorso ai piedi della collina (su cui si nota il cimitero aperto nel 1811) erano l’unico elemento abitativo con le altre al di là della strada del Sonaglio e Barco. I fratelli Casari (Lorenzo, Stefano, don Giovanni Battista) erano uno dei tanti nuclei di proprietari dello stesso casato, in costante espansione con i Gigola; poi c’erano don Giacomo a Sale, Domenico in via Galli, i figli di Antonio, Giuseppe di Faustino e Giuseppe del fu Angelo, e ancora Innocenzo Casari, nonché le varie eredi sposate Franzoni, Trebeschi, Ghidoni, Bonomi, e la signora Annonciata nubile nelle case della Croce

documenti e approfondimenti

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