Itinerario 7
Verso nord - Valle di Navezze - La contrada di Navezze - Chiesa di San Vincenzo - Pedemonte - Salita a Civine
Le mappe sono in fondo alla pagina
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Indicazioni pratiche
Percorso parte a piedi e parte con automezzo con tempo massimo di due-tre ore, caratterizzato dall’aspetto naturalistico e panoramico.
Si consiglia di lasciare l’auto in località Fossa, all’imbocco meridionale della contrada di Navezze. Si procede da sud a nord lungo l’unica direttrice che prende all’inizio il nome di via Fontana , poi di via S.Vincenzo e infine di via Carrebbio; da visitare i tanti piccoli vicoli laterali che si innestano a pettine su tale percorso.
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Il percorso
La via prende il nome da una sorgente su cui si alza al civico n. 56 la santella della Madonna della Fontana. Dal n. 31 di via Fontana si nota una sequenza di vecchie case a corte; atmosfera medievale in vicolo Alfiere con emblema di speziale sopra l’arco d’ingresso al n. 5; interessanti poco oltre l’edificio scolastico il vicolo Molino vecchio, via Seriola, e un cortile con portico ad archi, loggette e bel pozzo ai nn. 14-16 dello stesso vicolo Molino Vecchio, interni, di fronte all’ingresso scolastico
Dal vicolo Batoccolo si accede ad un altro angolo aperto verso il verde dei campi e di una sorgente, mentre un sentiero prosegue tra i vigneti e su verso la collina.
Affacciata sul fronte stradale, si alza elegante la chiesetta di S. Vincenzo Ferreri, che ha acquistato l’attuale aspetto nel 1751, come riporta la scritta sul frontone, su precedente struttura più ridotta; anche questo oratorio della comunità di Navezze è sempre descritto fin dalle prime visite pastorali del 1500. La facciata è ritenuta un rarissimo esemplare dai molti pregi architettonici oggetto di recenti restauri che insieme al risanamento dell’aerea circostante hanno messo in luce il valore artistico del tempio. L’interno a navata unica, riccamente ornato di stucchi, conserva pregevoli opere: una statua lignea di S. Vincenzo del XVII secolo (forse portata dalla Santissima) dentro una bella soasa dorata posta su preziose lavorazioni marmoree, ovali del ’700 ai lati del presbiterio, un moderno altare ottenuto dalle antiche balaustre e una tavola con Madonna del ’400. Per la decorazione della volta dell’aula hanno operato anche qui i Trainini.
Sempre su via S. Vincenzo, tra i nn. civici 3-15-17, antiche dimore rustiche signorili affacciate a mezzogiorno con cortili, portici, logge e broli meritano una sosta; anche vicolo Mincio con resti di lavatoio e case di via Carrebbio, dal n. 7 al. n. 39, ci permettono di scoprire antiche dimensioni di vita nella lettura di portali in pietra, bei cortili, fontane.
Si consiglia di ritornare a prendere l’automobile per ripercorrere verso nord la contrada appena visitata; fuori dell’abitato si notano i ripidi pendii con vigneti terrazzati e più in alto boschetti di robinie, castagni selvatici, roverelle, frassini. Si procede verso nord sulla strada affiancata dal torrente Canale, si oltrepassano i resti di una cava di medolo con strutture di una cessata fabbrica della calce recuperate come abitazioni; al termine della valle, due strade si inerpicano ad un bivio; noi teniamo quella di destra per la frazione Civine. All’inizio della salita, merita una sosta il nucleo antico di Pedemonte di sotto, fatto di rustici addossati gli uni agli altri. La salita panoramica spazia sui pendii di Val Morta, Ronconi, Volpione, Barche, Brione, sui boschi di Gavessezzo, Calcarole, del Laf e sulla valle di Gandine dai nomi di origine longobarda e celtica.
Poco prima dell’abitato, al cimitero bella santella con pregevole architettura del sec. XVIII a trifora e aperture laterali trabeate e quella centrale ad arco; vi sono raffigurati al centro la Madonna, a destra S. Rocco, a sinistra S. Gerolamo patrono di Civine. Al centro del timpano, Dio Padre e sotto la cornice anime purganti e teschi, monocromi.
Sosta finale pochi metri più avanti sul sagrato della chiesa di S. Gerolamo; struttura attuale edificata nel 1737 su tempio preesistente e ampliata nel 1908. Interno a navata unica con bella pala sopra l’altar maggiore con S.Carlo Borromeo, S. Vincenzo Ferrer, S. Gerolamo e la Vergine, attribuibile al Paglia. Sempre sull’altar maggiore, in un gioco simmetrico con la pala, un medaglione in bronzo dorato opera del 2001 dello scultore bresciano Cesare Monaco rappresenta S. Gerolamo penitente con il leone.
La passeggiata dentro i vicoli della piccola contrada evoca atmosfera di montagna. Sulla stradina a sinistra dalla chiesa si procede verso un serbatoio accanto al quale si nota una santella; poco oltre, una cappella settecentesca onora i martiri guerrieri persiani Abdon e Sennen, detti i Santi di Riviere. Dalla contrada partono ben tracciati sentieri e carrarecce che conducono nei boschi, nei castagneti o verso le sommità di Quarone, dove, in posizione panoramica, in occasione dell’anno giubilare, la famiglia Zanoletti ha edificato una santella votiva dedicata alla Madonna; si possono raggiungere Sella dell’Oca, Magnoli, in tranquille passeggiate sotto il colore limpido del cielo, col respiro senza fine delle valli.
documenti e approfondimenti
Allegati
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