Gussago, 20 maggio 2012

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Terza Stazione - Quarta Stazione - Quinta Stazione

Stazione III - Prima Caduta

Stazione 3L'opera, di facile lettura, si struttura essenzialmente secondo l'andamento della linea spezzata, funzionale ad esprimere una situazione di equilibrio precario qual è quello che precede il movimento della caduta. La Croce, non più elemento separato, diventa essa stessa corpo di Gesù: il legno si fa carne. Un raggio di luce bianco-argentea lo attraversa interamente, non solo quale elemento decorativo con effetti simmetrici, bensì come segno di potenza e speranza.
La caduta di Gesù, metafora della fragilità e miseria umana, rispecchia il faticoso cammino dell'uomo verso un'umanità più vera.
Rosanna Nodari
 

Rosanna Nodari, nella terza stazione, affronta il tema "Gesù cade la prima volta". Il momento è drammatico. L'artista immagina che la folla osservi, nella caduta del condannato sotto il peso della croce, la prova della sconfitta di colui che si è dichiarato figlio di Dio e che invece deve accettare il peso della condizione umana.
Cristo manifesta, in quest'istante, la sua natura di figlio dell'uomo, contemperata da una superiore capacità
di accettazione della sofferenza da cui è proiettato in una dimensione divina. Nodari evoca con tre linee
spezzate - il cui movimento è rafforzato da una chiara tarsia metallica inserita a contrappunto del legno
scuro - il cedimento fisico, inteso nella dimensione dell'ineluttabile sconfitta del corpo. m b c

Rosanna Nodari, membro del gruppo di ricerca artistica Kaleidon sorto nel 1988, vive e lavora a Gussago.

Ha collaborato alla realizzazione dell'opera il falegname Stefano Rizzini
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Stazione IV - L'incontro con la madre

Stazione 4Partendo dalle traversine, materiale messo a disposizione per interpretare le stazioni della Via Crucis, ho sviluppato il lavoro stravolgendo la vecchia funzione di questi manufatti utilizzati per mantenere in parallelo
le rotaie dei treni: ho cercato invece di convergerli creando un punto incontro. Sullo sfondo della Croce
nasce l'incontro tra Dio, che muore come uomo, e colei che lo ha umanizzato.
Emiliano Cagna
 

Emiliano Cagna, in "Gesù incontra sua madre" ricostruisce il tragico, struggente istante che precede il distacco. Cristo e Maria sono profondamente uniti da un sentimento che, per intensità, si fa simbolo dell'incommensurabile amore divino nei confronti dell'umanità. La formella di terracotta - in contrasto cromatico con il legno, che regge il trapezio figurativo, al centro di due forze convergenti - sottolinea l'intensità del momento. I due protagonisti avvicinano i volti, gli occhi chiusi annullano la dimensione del presente sicché madre e figlio vivono in una proiezione che sta al di là del tempo, recuperando i segmenti gioiosi del passato, nella certezza che l'ultimo abbraccio diventerà eterno, superata la dimensione spazio-temporale. m b c

Emiliano Cagna, nato a Concesio nel 1948. Nutre uno spiccato interesse per tutto ciò che è creativo ed artistico, ha partecipato a diversi concorsi provinciali di pittura, frequentato corsi di scultura su marmo, alla scuola "Vantini" di Rezzato e corsi di scultura con l'argilla, alla scuola "S.Clemente" di Brescia.
  
Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria Riccagni Carlo
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Stazione V - Il Cireneo

Stazione 5La traversina che fa da sostegno alla Croce di Cristo è Simone di Cirene, il cristiano che sa accogliere la propria Croce, ma che si lascia coinvolgere e non può passare oltre quando a qualcuno la Croce diventa troppo pesante.
Presta al debole la propria forza e gli si fa compagno di viaggio.
Angela Sabattoli

Angela Sabattoli ne "Il Cireneo aiuta Gesù a portare la Croce", esamina l'uomo di fronte al dolore e alla  fonte inesauribile della solidarietà, che scaturisce dalla fratellanza assunta come viatico. Pietà e compassione - intesa in senso etimologico, nella forma di condivisione della sofferenza - diventano cifre della nuova umanità, ribattezzata nel dramma del Sangue di Cristo. L'artista lavora su tre corpi delineando Cristo, la Croce flessa nel cammino
e il Cireneo. L'intervento appare quindi come un gruppo scultoreo caratterizzato da tre linee di forza, delle quali due fortemente oblique. m b c

Angela Sabattoli, pittrice e grafica, è nata, vive e lavora a Gussago, fa parte del gruppo Kaleidon.
 
Ha collaborato alla realizzazione dell'opera il falegname Stefano Rizzini.