Gussago, 20 maggio 2012

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Inizio - Prima Stazione - Seconda Stazione

InizioInizio
Nella mia opera, "La Sofferenza", di introduzione al percorso della Via Crucis
ho voluto rappresentare:
con la Lancia che trapassa il Legno,
la "Ferita Profonda" che rimane nell Uomo,
con la Corona di Spine,
l' "Umiliazione della Persona",
con i Chiodi che hanno trapassato le Mani ed i Piedi di Cristo,
la "Malvagità" che trafigge l'Umanità,
con la Frusta,
la Continuità con cui l'Uomo si accanisce sui i suoi Simili.
Giuseppe Bonometti

La scultura di Giuseppe Bonometti è collocata all'inizio del percorso con finalità simbolico-sintetiche rispetto all'intera via Crucis. Lancia, flagello, corona di spine anticipano in modo semplice e diretto le scene dell'erta. mbc

Giuseppe Bonometti, nato a Gussago dove vive tuttora, scultore del ferro dal 1977. E' ricca di soddisfazioni la sua partecipazione a numerosi concorsi nazionali ed internazionali e la produzione di mostre personali.

Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria Lombardi Giovanni
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Stazione I - La Condanna

Stazione 1Una Croce nel momento in cui ancora non è né fardello da portare sulle spalle, né strumento di morte. Croce quindi, intesa come simbolo d'unione dell'uomo con Dio, in nome di un alleanza che nemmeno l'ingiustizia della morte del Giusto riesce a scalfire. Unione manifestata dall'armonia di colori, forme, nodi, triangoli sempre presenti nell'iconologia cristiana. Simbolo di vita, di fiducia in Dio, d'armonia mai interrotta tra il Creatore
e l'umanità. Però, i bracci della Croce portano il segno del limite dell'uomo: la giustizia è virtù sconosciuta, vilipesa, tradita. L'uomo nella sua insipienza la rompe, con la presunzione saccente d'essere emulo di Dio. Gesù è condannato a morte: il Giusto è condannato per gli ingiusti e giustifica tutti coloro che si accostano con fede a questo mistero che è "la Croce fonte di vita".
Silvana Maria Conde

Silvana Maria Conde, sviluppando il tema Gesù è condannato , utilizza il legno già nelle linee ortogonali della croce. La condanna appare sullo strumento di morte, come un piatto della bilancia sfuggitoall'equilibrio del
contrappeso. Sentenza violenta e ingiusta eppure incapace di annientare l'ascesa in direzione di Dio,
raccontata dalle tessere colorate, giustapposte in una certezza di gioia, impaginate verticalmente tra i due
legni conflagranti, interrotte da uno iato - la morte - e riprese compositivamente nel triangolo trinitario e
nella completezza della sfera colorata, che è rappresentazione del mondo come occhio di Dio. m b c

Silvana Maria Conde, maestra ceramista, ha conseguito il diploma di maestra d'arte in Argentina, dove è nata. Da dieci anni risiede a Gussago dove lavora presso il proprio laboratorio.
 
Ha collaborato alla realizzazione dell'opera il falegname Stefano Rizzini
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Stazione II - Il peso della Croce

Stazione 2"Gesù Cristo si carica della Croce". E' questa la riflessione che mi ha guidato nel realizzare questa stazione della Via Crucis, perché desideravo rendere evidente l accettazione consapevole da parte di Gesù del suo martirio. E nel momento in cui prende la Croce sulle spalle, diventa egli stesso Croce e mostra i segni della sofferenza incisi nel corpo e nel volto "spaccato" dal dolore. Il braccio della Croce che si protende obliquamente verso l'alto (anch'esso segnato ed inciso) simboleggia la preghiera che unisce la terra, luogo della tragedia imminente, al cielo.
Luigina Boemi

Luigina Boemi, affrontando, nella seconda stazione della Via Crucis, il segmento in cui "Cristo viene caricato della Croce", compie un operazione fortemente scultorea e narrativa, lavorando sulle linee oblique e raccontando ciò che appare come temporanea sconfitta del divino. La figura di Cristo, sovrastata dalla croce - e inserita nella composizione così da diventare lato di un triangolo - viene evocata solidamente, come in un simulacro scolpito da arcaici pastori. Il volto, sovrastato da una corona di chiodi-spine, è
impaginato in una forma ovale poggiata al doppio rettangolo - il collo e il corpo - mentre, sul tronco,
l'artista giunge a una soluzione intensamente dinamica con la realizzazione di una serpentina intagliata nel
legno, le cui anse seguono un antica tipologia decorativa. m b c

Luigina Boemi, pittrice e grafica, lavora e vive a Gussago, fa parte del gruppo di ricerca artistica Kaleidon.
  
Ha collaborato alla realizzazione dell'opera il falegname Stefano Rizzini