Gussago, 20 maggio 2012

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Dodicesima - Tredicesima - Quattordicesima Stazione

Stazione XII - La morte sulla croce

Stazione 12Il tema della morte da me affrontato in questa opera rispetta l icona classica nei suoi simboli: la Croce, il corpo, i chiodi. Tuttavia nella nuova libertà compositiva c'è l intenzione di esprimere, attraverso lo spazio che distanzia il corpo dalla Croce in modo tagliente e vibrante, che, dolorosamente, la vita appartiene alla morte e la morte appartiene alla vita. Gesù è la Croce e la Croce è Gesù.
Adriana Ghidinelli 

Adriana Ghidinelli si confronta con il momento drammatico in cui "Gesù muore per noi sulla croce". L'artista suscita l'istante del trapasso del condannato, attraverso la suggerita, intensa vibrazione della croce. Il corpo di Cristo scompare come massa plastica, trasformato in pura energia, in una Resurrezione anticipata e ineluttabile. Nella luce corrusca, Cristo rivela d'essere contemporaneamente Padre e Spirito Santo. Le linee di frattura del monumento cruciforme sono simbologicamente orientati a sottolineare la dimensione trinitaria di Dio. Le liste compenetranti ma scisse, identificano tre funzioni divine distinte eppur complementari. La violenza della rivelazione, che configura già una sorta di Dies irae, sta nell' "esploso ligneo", controllato dai chiodi. m b c

Adriana Ghidinelli, pittrice. Nella sua impegnata ricerca cromatica scorrono i temi del quotidiano, della natura,
del mito e dell'eterno femminino. Vive e lavora a Gussago.
 
Ha collaborato alla realizzazione dell'opera il falegname Stefano Rizzini.

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Stazione XIII - La Deposizione

Stazione XIIIIl materiale:
- ferro - simbolo di forza;
- legno - simbolo di vita e di spiritualità, s'innalza verso l' alto completamente immerso nel cielo;
- terracotta - simbolo si appartenenza alla materia, attaccato alla terra, e alla condizione umana.

La rappresentazione:
- testa del Cristo - dimensione spirituale (legno);
- corpi - condizione umana e terrena (terracotta);
- gambe - situazione di movimento con forza verso il cambiamento dello stato di cose (ferro).
Daniele Gatta

Daniele Gatta ricostruisce la Deposizione con tre formelle di terracotta, collocate su una linea obliqua.
Questo inserto figurativo va in direzione di una visione prospettica e ribadisce una lettura sequenziale dei movimenti compiuti per il recupero del corpo di Cristo. Il sobrio bassorilievo di matrice figurativa e la collocazione della formella lungo una croce schematica, priva d ogni elemento decorativo, rinviano ad atmosfere neoclassiche.
Gli eroi della mitologia cantati da Canova o da Foscolo (s'avverte qui, sotto il profilo formale, la citazione della classica scena in cui Enea trasporta il vecchio Anchise) diventano, nella formella, personaggi evangelici. m b c

Daniele Gatta, diplomato Maestro d'arte presso l'Istituto d'Arte di Castelmassa (Rovigo), pittore e restauratore di affreschi e decorazioni è nato a Gussago nel 1958 dove vive tuttora.

Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria Spini Claudio

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Stazione XIV - Il Sepolcro

Stazione 14La parte superiore della Croce è una trave inclinata con chiodi inseriti non in profondità, proprio per
significare che Cristo è già stato deposto. L'inserimento, nella parte inferiore, di un altra trave di legno rappresenta la pietra sepolcrale sulla quale è stato messo un cerchio dorato simbolo della vita:
"Figlio di Dio fatto uomo".
Il cerchio dorato è coperto da un drappo: "Sindone".
Sulla trave centrale della Croce sono posti tre cerchi dorati: tre come i giorni di sepoltura, tre come simbolo di Trinità. Quando il ciclo della passione si chiude il Figlio torna al Padre.
Franco Paderno

Franco Paderno in "Gesù posto nel Sepolcro" opera nel senso di un simbolismo di derivazione surrealista. Sulla croce, dopo il sacrificio, restano gli elementi della Passione e un panneggio metallico che vuole rievocare, con plasticismo, il lino sepolcrale, come in una citazione sintetica del Cristo morto di Mantegna. Lo strumento di condanna è quieto luogo in cui si è consumato un dramma necessario. La croce perde ogni connotazione sinistra. Il legno, abbandonato, non irradia cupezza, ma un morbido senso di attesa. Al di là delle notti si cammina verso la Resurrezione. m b c

Franco Paderno è nato a Gussago dove vive e lavora. Dopo una lunga esperienza dedicata alla pittura da cavalletto, ha avvertito il forte richiamo per le ampie superfici e per il confronto con i dipinti murali. La sua opera è caratterizzata da una vibrante musicalità, a cui si aggiunge un personalissimo uso della luminosità e del cromatismo. Dal 1973 al 1987 ha esposto presso varie gallerie. Particolare l'affresco realizzato per la sede degli Alpini a Gussago e quello della "Pace di Gussago" che fa riferimento ad un evento storico del 1313.

Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria BLG di Lombardi Giorgio e il fabbro Moreno Venturelli