Dodicesima - Tredicesima - Quattordicesima StazioneStazione XII - La morte sulla croce
Adriana Ghidinelli si confronta con il momento drammatico in cui "Gesù muore per noi sulla croce". L'artista suscita l'istante del trapasso del condannato, attraverso la suggerita, intensa vibrazione della croce. Il corpo di Cristo scompare come massa plastica, trasformato in pura energia, in una Resurrezione anticipata e ineluttabile. Nella luce corrusca, Cristo rivela d'essere contemporaneamente Padre e Spirito Santo. Le linee di frattura del monumento cruciforme sono simbologicamente orientati a sottolineare la dimensione trinitaria di Dio. Le liste compenetranti ma scisse, identificano tre funzioni divine distinte eppur complementari. La violenza della rivelazione, che configura già una sorta di Dies irae, sta nell' "esploso ligneo", controllato dai chiodi. m b c Adriana Ghidinelli, pittrice. Nella sua impegnata ricerca cromatica scorrono i temi del quotidiano, della natura, ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Stazione XIII - La Deposizione
La rappresentazione: Daniele Gatta ricostruisce la Deposizione con tre formelle di terracotta, collocate su una linea obliqua. Daniele Gatta, diplomato Maestro d'arte presso l'Istituto d'Arte di Castelmassa (Rovigo), pittore e restauratore di affreschi e decorazioni è nato a Gussago nel 1958 dove vive tuttora. Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria Spini Claudio ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Stazione XIV - Il Sepolcro
Franco Paderno in "Gesù posto nel Sepolcro" opera nel senso di un simbolismo di derivazione surrealista. Sulla croce, dopo il sacrificio, restano gli elementi della Passione e un panneggio metallico che vuole rievocare, con plasticismo, il lino sepolcrale, come in una citazione sintetica del Cristo morto di Mantegna. Lo strumento di condanna è quieto luogo in cui si è consumato un dramma necessario. La croce perde ogni connotazione sinistra. Il legno, abbandonato, non irradia cupezza, ma un morbido senso di attesa. Al di là delle notti si cammina verso la Resurrezione. m b c Franco Paderno è nato a Gussago dove vive e lavora. Dopo una lunga esperienza dedicata alla pittura da cavalletto, ha avvertito il forte richiamo per le ampie superfici e per il confronto con i dipinti murali. La sua opera è caratterizzata da una vibrante musicalità, a cui si aggiunge un personalissimo uso della luminosità e del cromatismo. Dal 1973 al 1987 ha esposto presso varie gallerie. Particolare l'affresco realizzato per la sede degli Alpini a Gussago e quello della "Pace di Gussago" che fa riferimento ad un evento storico del 1313. Ha collaborato alla realizzazione dell'opera la falegnameria BLG di Lombardi Giorgio e il fabbro Moreno Venturelli
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Il tema della morte da me affrontato in questa opera rispetta l icona classica nei suoi simboli: la Croce, il corpo, i chiodi. Tuttavia nella nuova libertà compositiva c'è l intenzione di esprimere, attraverso lo spazio che distanzia il corpo dalla Croce in modo tagliente e vibrante, che, dolorosamente, la vita appartiene alla morte e la morte appartiene alla vita. Gesù è la Croce e la Croce è Gesù.
Il materiale:
La parte superiore della Croce è una trave inclinata con chiodi inseriti non in profondità, proprio per
